
Le interviste di Adnkronos alle Istituzioni, alle Parti Sociali e agli Esperti in occasione del Global Welfare Summit
Il 23 ottobre si è tenuta a Roma la prima edizione del ‘Global Welfare Summit’, il più importante evento sul welfare globale in Italia. Adnkronos ha intervistato per l’occasione rappresentanti delle istituzioni, aziende, leader ed esperti del settore.
Scopri le video interviste a Pierangelo Albini, direttore area Lavoro, Welfare e capitale umano di Confindustria, Stefano Castrignanò, Ceo e Direttore Osservatorio Italian Welfare, Sen. Francesco Zaffini, Presidente Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, Paolo Capone, segretario generale Ugl e Lucia Albano, sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Giuseppe Venier, AD Umana, Emmanuele Massagli Presidente AIWA, Massimo Fiaschi, segretario generale Manageritalia e Stefano Franchi, direttore generale Federmeccanica.
Leggi anche le dichiarazioni di…
Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, Presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare
A mio parere, oggi la previdenza complementare non è più quel qualcosa in più da aggiungere all’assegno come era tempo fa, ma è piuttosto è fondamentale per arrivare a qualcosa di dignitoso quando si andrà in pensione. Accanto al pilastro pubblico, quindi, l’iscrizione alla previdenza complementare dovrebbe diventare obbligatoria ma con un forte sostegno di fiscalizzazione di vantaggio
Andrea Mariani, presidente Assofondipensione
Lo sviluppo della previdenza complementare deve diventare un obiettivo di politica economica per il quale deve essere previsto un apposito presidio nell’Esecutivo e specifiche risorse. Deve essere prevista una nuova campagna informativa istituzionale a favore della previdenza complementare come avvenne nel 2007, con l’entrata in vigore del D.lgs. n. 252/2005, che poi venga ripresa a intervalli periodici
Stefano Cuzzilla, presidente Cida e Federmanager
Innanzitutto io ringrazio il Servizio sanitario nazionale per quello che fa, in particolare per quanto è stato fatto nel corso della pandemia dal nostro personale sanitario. Sulla sanità integrativa io dico che non se ne può fare a meno, è un elemento contrattuale fondamentale e i fondi sanitari integrativi stanno lavorando bene. La sanità integrativa va incentivata, sta dando una mano a quella pubblica, anche attraverso misure di defiscalizzazione, come per la previdenza integrativa. E poi serve un tavolo per incentivare i fondi pensione che investono in Italia
Annamaria Trovò, Dirigente nazionale Cisl bilateralità
I fondi sanitari integrativi riducono la spesa pubblica e quella personale. Favoriscono la prevenzione e le diagnosi precoci. I Fondi, nascono dalla contrattazione, sono una risorsa da valorizzare, vanno guardati con maggiore fiducia, ma serve una legge quadro di contesto. I Fondi vanno valorizzati e incentivati per il ruolo che svolgono, con misure di fiscalizzazione
Sergio Corbello, presidente Assoprevidenza
Sul tema della previdenza complementare la componente ideologica non è mai stata secondaria. Il concetto di sacrificare la previdenza complementare per quella pubblica è un tema che torna. Io come il mio amico Cesare Damiano sono per l’obbligatorietà dell’iscrizione alla previdenza complementare ma deve essere contrattuale, dai contratti collettivi di lavoro e non per legge
Santo Biondo, segretario confederale Uil
La sanità pubblica è e resta il pilastro fondamentale, bisogna investire prima di ogni cosa su essa e intervenire per correggerne quelle che sono le falle. Per quanto riguarda la sanità integrativa dei fondi nessuno deve dimenticare che funzionano grazie ai soldi dei lavoratori. Nessuno pensi di intervenire nell’ambito contrattuale senza dirci cosa si vuole fare nel pubblico


