
Welfare aziendale: il gap delle pmi. Solo 3,7% coperto per caregiving e genitorialità
Su Milano Finanza, viene ripresa la prima indagine sistematica e trasversale sul welfare italiano, presentata al Global Welfare Summit 2025 dall’Osservatorio Italian Welfare. Questa ha messo in luce una profonda frammentazione del sistema di protezione sociale. L’analisi, che ha coinvolto circa 9 milioni di lavoratori (7,3 milioni di dipendenti e 1,7 milioni di liberi professionisti), si è concentrata su cinque pilastri: genitorialità, caregiving, grandi rischi, sanità e previdenza.
Le imprese sotto i 50 dipendenti – che costituiscono il 99% del tessuto produttivo nazionale – adottano iniziative di welfare aziendale in appena il 17% dei casi. Per queste aziende, le misure contrattuali costituiscono spesso l’unica forma di protezione. Al contrario, le imprese medio-grandi implementano iniziative aziendali extra Ccnl nel 75% dei casi.
L’emergenza sociale di genitorialità e caregiving
Mentre il welfare delle grandi aziende funge da apripista su questi fronti, il welfare contrattuale mostra lacune profonde. Le misure a sostegno dei caregiver, sebbene introdotte da oltre il 30% delle imprese (prevalentemente medio-grandi), coinvolgono appena il 3,7% dei lavoratori nel welfare contrattuale. Analoga tendenza sulla genitorialità: il 46% delle aziende prevede interventi mirati (servizi e contributi economici), a fronte di una diffusione nel welfare contrattuale che copre solo il 24% dei lavoratori.
Sulle tutele per i grandi rischi (premorienza, invalidità, non autosufficienza), l’analisi dei contratti collettivi nazionali mostra che meno di un lavoratore dipendente su cinque dispone di una copertura. Solo il 30% può mantenere la copertura sanitaria dopo il pensionamento.
La previdenza complementare è un’altra area di sviluppo mancato. Sebbene i dipendenti abbiano una quasi totale copertura da parte dei fondi di categoria, il tasso di adesione complessivo è fermo al 38,3%. Inoltre, le prestazioni accessorie – cruciali per ampliare la rete di protezione – sono presenti solo nel 21% dei fondi.
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