
Previdenza complementare fin dalla nascita: cultura previdenziale e livelli di adesione
La previdenza complementare fin dalla nascita può contribuire a migliorare la cultura previdenziale, ma per aumentare i livelli di adesione sono necessari interventi strutturali.
Il dibattito sulla possibile introduzione di un fondo pensione per i nuovi nati apre una riflessione importante sul futuro della previdenza complementare in Italia.
Su Milano Finanza, Anna Messia approfondisce il tema attraverso alcune esperienze già avviate all’estero e il modello operativo in Trentino-Alto Adige, raccogliendo anche il punto di vista di Stefano Castrignanò, Presidente dell’Osservatorio Italian Welfare.
Previdenza complementare fin dalla nascita: il primo passo di un percorso
Anticipare l’ingresso nella previdenza complementare, anche attraverso un contributo pubblico iniziale, può rappresentare un’opportunità per avvicinare le nuove generazioni alla cultura previdenziale.
L’apertura della posizione è però soltanto il primo passo: perché possa avere un impatto concreto, è necessario che venga alimentata con continuità nel corso della vita.
In un Paese in cui i tassi di adesione alla previdenza complementare restano ancora troppo bassi, più che gli incentivi, i meccanismi automatici o semi-automatici di adesione rappresentano la leva più importante per ampliare la partecipazione e favorire la continuità contributiva.
Rafforzare il secondo pilastro del welfare italiano
È su questo piano che occorre concentrare la riflessione: non su singole misure, ma su un intervento strutturale capace di incidere sui livelli di adesione e di rafforzare in modo stabile la previdenza complementare come secondo pilastro del sistema di welfare italiano.
L’approfondimento completo è disponibile su Milano Finanza.


